IL PROGETTO SCHOLAS OCCURRENTES

 

RITORNO E RICOSTRUZIONE A PARTIRE DELL’EDUCAZIONE IN IRAQ

DATI DI CONTESTO

L’Iraq ha vissuto in situazione di guerra continua sin dagli anni 80’ del secolo scorso portandola ad una instabilità cronica. Nell’estate del 2014, le milizie dello Stato Islamico hanno invaso Mosul e Ninive provocando un esodo massivo della popolazione che fugge per salvare la propria vita. Più di 1 milione di persone hanno abbandonato le proprie case, tra essi più di 100.000 persone della provincia di Ninive. Fuggendo, hanno lasciato tutti i loro beni. Sfollati, hanno formato comunità, alcune delle quali hanno trovato rifugio al nord di Erbil.  Questa regione di Ninive si è aggiunta al territorio controllato dall’ISIS in Siria. Attualmente, quasi 250.000 rifugiati siriani si trovano in Iraq.

La maggior parte di coloro che sono riusciti a fuggire si sono indirizzati verso il Kurdistan. Si stima che 130.000 cristiani siano rifugiati nella regione kurda del nord dell’Iraq, vivendo in condizioni molto precarie e in completa dipendenza dell’aiuto umanitario che arriva dall’estero. In 15 anni 61 chiese sono state bombardate, 1.224 cristiani sono stati uccisi, 23.000 case sono state sequestrate. Un rapporto della Iraqi Human Rights Society ha rivelato che le minoranze irachene, come i cristiani, gli yazidi e gli Shabak, sono vittime di un “genocidio lento”, silenzioso, ma che sta spolpando quelle comunità antichissime, che hanno dato origine al cristianesimo, fino a decretare la loro scomparsa.

Dopo gli sfollamenti di massa, le fughe e le fosse comuni, adesso per chi resta serve ricostruire le terre martirizzate dai fondamentalisti islamici. Il Patriarca I Sako della Chiesa dei Caldei propone diffondere la Cultura del ritorno, della ricostruzione: incoraggiare le persone a tornare per rilanciare la vita. Quattro le linee d’azione seguite dai cristiani: (1) porre fine all’indottrinamento che incita all’odio; (2) l’apertura all’altro, mettendo al bando vecchi e infondati pregiudizi; (3) fondare uno Stato civile, uno Stato cioè che sia basato sul concetto di cittadinanza, e non sulla ripartizione settaria, e il concetto della maggioranza e della minoranza; (4) una riforma delle leggi e della costituzione attuale. Ma oltretutto c’è bisogno di una riforma del sistema educativo; vanno aggiornati soprattutto i testi scolastici, che contengono insegnamenti obsoleti e lanciare delle campagne informative per sottolineare la sacralità del rispetto dei diritti umani e l’essenzialità della pace.

FINALITA DEL PROGETTO

Per le migliaia di bambini e ragazzi che vivono nel Kurdistan Iracheno andare a scuola e ricevere un’istruzione e un’educazione adeguate sono l’unica possibilità di poter costruire un futuro diverso e tornare ad essere liberi. Inoltre bisogna dotare di fiducia ai giovani come veri attori reali del cambiamento, protagonisti di una nuova generazione in grado di facilitare il dialogo, la coesione sociale, la riconciliazione e la costruzione di Pace.

In questo senso Scholas propone realizzare attività di cittadinanza, attività culturali, artistiche, sportive e sociali, con il coinvolgimento delle università irachene ed italiane rivolti ad affrontare le cause profonde della violenza rafforzando la capacità critica ed i comportamenti prosociali attraverso i valori della Cultura dell’Incontro.

Inoltre insieme alla Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede lavora in un piano di ricostruzione scolastica nelle aree abbattute unendo sforzi congiuntamente alla comunità internazionale.

OBIETTIVI

Obiettivi generali del progetto

  • Invitare i leader locali ed internazionale, i gruppi religiosi, le organizzazioni non governative, i media ed il settore privato a “ricostruire il Patto educativo” per mettere in atto azioni congiunte di ristrutturazione educativa scolastica.
  • Fornire strumenti educativi per affrontare le cause profonde della violenza e dei conflitti, rafforzando la capacità critica ed i comportanti prosociali attraverso i valori della Cultura dell’Incontro.

Obiettivi specifici

a.1. Costituire un tavolo di lavoro tra i diversi attori coinvolti a livello locale ed internazionale per la costruzione di una proposta di attuazione concordata e sostenibile.

a.2. Attivare meccanismi di ricerca fondi per la concretizzazione delle proposte.

a.3. Mettere i ragazzi e giovani al centro delle proposte educative e sociali dando fiducia e sostenendo le loro iniziative.

    • Realizzare Giornate pedagogiche di formazione e sensibilizzazione coinvolgendo diversi attori addetti all’educazione.
    • Promuovere attività educative di interazione fra gli studenti delle Cattedre Scholas, in rete con altre associazioni e organizzazioni, tra Iraq e Italia.
    • Promuovere competenze prosociali attraverso l’applicazione dei programmi Scholas Cittadinanza, Scholas Arts e Sport con Valori.
    • Collegare in rete le scuole, università e organizzazioni partecipanti e le loro attività per collocarle in uno scenario globale.
  • PROGRAMMI ED ATTIVITÀ PROPOSTE
  • SCHOLAS CITTADINANZA: Settimana di immersione per la formazione di studenti di scuola media superiore che cerca di avvicinare i ragazzi alla realtà e sviluppare il pensiero critico, attaverso la partecipazione attiva e l’impegno sociale, civico e politico.
  • SCHOLAS SOCIAL: Giornata pedagogica e corsi di formazione per gli insegnanti delle scuole di Erbil, Al Qosh e Karaqosh.
  • CATTEDRE SCHOLAS: Attività di mobilità ed interazione fra studenti universitari italiani ed iracheni attorno ad un progetto comune.
  • SPORT CON VALORI: Il programma arrichisce la vita dei bambini e giovani ed il suo intorno attraverso il calcio, sottolineando i valori umani e condividendoli con tutta la comunità. I valori che sviluppa sono: identità, solidarietà, gioco di squadra, resilienza, onestà, rispetto, responsabilità.
  • SCHOLAS ARTS: Raccolta ed edizione artistica di storie degli anziani e “saggi” fatta dai ragazzi e giovani con lo scopo di recuperare il patrimonio culturale di vita delle persone sfollate.


PRECEDENTI:

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